Claire Guarry – Oceanfront

It
Ciò che rende un autodidatta un artista speciale è, a nostro avviso, la sua capacità di osservare e imitare la natura. Non un modello, non una tecnica o lo stile di qualcun altro ma alimentare un talento che si ha dentro (di dipingere, di recitare, di scattare fotografie…) senza condizionamenti e controlli. Lasciare che sia la natura, insieme alla pratica a forgiare uno stile. Deve essere successo qualcosa del genere a Claire Guarry, fotografa autodidatta nata e cresciuta in un piccolo paesino nel sud della Francia circondata da oggetti del passato per via del padre restauratore d’arte e antiquario. Un’infanzia serena e libera, a contatto con la natura. Un imprinting che l’ha portata a viaggiare molto e a vivere in tanti paesi, fino a decidere di stabilirsi a San Francisco, in una casa di fronte all’oceano e crescere la sua famiglia (che ritrae spesso nei suoi servizi) in un’armonia sia fisica e mentale con l’ambiente. Nelle interviste concesse racconta di aver sempre amato immagini, dipinti, illustrazioni, che da bambina disegnava costantemente e ancora oggi continua a soddisfare questo bisogno modificando le sue immagini, quasi le “dipingesse”, ritoccando meticolosamente la tonalità, la luce, la grana. La fotografia, per lei, è un processo creativo senza fine che parte dal momento in cui preme il pulsante dell’otturatore fino all’ultima più piccola correzioni. L’infanzia, l’umanità, la libertà, la vulnerabilità, l’anticonformismo sono i temi che più caratterizzano la sua identità fotografica e il modo migliore per esprimerli è rimanere sempre se stessi. Non cercare di adattare il proprio lavoro a quello che pensa il pubblico, o si aspetta un cliente o un collaboratore ma assicurarsi che ogni progetto abbia a che fare con quello che si è. Come ripete spesso, citando un proverbio francese: “Sii te stesso, tutti gli altri sono già presi”.

En
What makes a self-taught artist special is, in our opinion, her ability to observe and imitate nature. Not a model, not a technique or the style of someone else but feeding a talent that she has inside (for painting, acting, shooting…) without conditioning and controls.
Let nature, along with practice, forge a style. Something like this must have happened to Claire Guarry, a self-taught photographer born and raised in a small village in the south of France surrounded by objects from the past because of her father who restored art and antiques.
A serene and free childhood, in contact with nature. An imprinting that has led her to travel a lot and live in many countries, until she decided to settle in San Francisco, in a house facing the ocean and raise her family (which she often portrays in her shootings) in both physical and mental harmony with the environment.
In the interviews she said she always loved images, paintings and illustrations. She used to draw constantly as a kid and still today she modifies her pictures like she almost “paints” them, meticulously retouching the hues, the tones, the light, the grain. Photography, for her, is a never ending creative process starting from the second she presses the shutter to the last minimal adjustment. Childhood, humanness, raw freedom, vulnerability and anti-conformism are the themes that characterize her photographic identity and the best way to express them is to always remain true to oneself. Do not try to adapt your work to what you think your audience or client or collaborator is likely to expect, but make sure that each project has something to do with what you already are. As she always repeats, quoting a famous proverb “Be yourself, everyone else is already taken”.

@claireguarry

Posted by Petra Barkhof