Helen Downie – Portfolio

Questo portfolio è dedicato ad Helen Downie per una ragione precisa. Anzi due. Perché la sua arte esprime il mondo fantastico e surreale che abita l’animo
di ogni bambino (e di ogni uomo che non dimentica il bambino che è stato), e perché racconta spesso la storia di una famiglia.
Una famiglia che rappresenta esattamente quella in cui noi di Scimparello crediamo e che può essere la famiglia in cui nasci ma anche quella che scegli.
E, insieme alla famiglia, la natura. La natura colorata, vitale, affettiva che di tutti noi essere viventi è mamma e sorella. Vogliamo raccontare la storia del mondo come ci piace credere che sia, e le opere di Helen Downie lo fanno per noi. Le sue tele sono come le favole d’altri tempi che hanno sempre un significato più profondo di quello che appare a prima vista. Osservarle vuol dire immergersi nel nostro immaginario, in quella parte più segreta e affascinate di noi stessi che solo la bellezza riesce a far emergere. Ci sono dettagli, nelle sue opere, che in un primo momento non si notano neppure ma che, se li vai a cercare, ti fanno riflettere e ti svelano sempre qualcosa di te stesso. Qualcosa che quasi sempre ha a che fare con un’emozione che sapevi di avere dentro ma non sapevi come tirar fuori.
C’è qualcosa di così puro e incontaminato nella sua arte che senza che te ne accorgi ti ritrovi con il sorriso sulle labbra, o commosso fino alle lacrime.
Esattamente come ti succedeva da bambino, quando farsi rapire dalle emozioni era più facile. Helen Downie ha iniziato a dipingere tardi, quasi per gioco,pensava che dopo poco tempo avrebbe smesso, invece è stata travolta, come quando ci si innamora e non si riesce a pensare ad altro.
Così, almeno, ha riferito in molte interviste. E anche che, per timidezza, per vincere la paura di fallire, all’inizio della sua carriera ha spesso dipinto immaginando che nessuno avrebbe poi visto le sue opere. L’ispirazione la trova nelle cose che le piacciono e che incontra ovunque, nei cassetti della cucina come in un sogno.
E ciò che la sorregge, quando si ritrova insicura davanti ad un nuovo quadro ancora da iniziare, è la certezza che qualsiasi cosa deciderà di dipingere quel giorno sarà qualcosa mai visto prima e mai esattamente riproducibile. Qualcosa di unico come la voce di una persona o le nuvole nel cielo.
Ed è forse proprio questa idea della vita, così femminile e rassicurante, ciò che di leici ha conquistato definitivamente. L’abbiamo avvertita da subito, questa sensibilità, nelle sue opere.

Di Helen Downie (alias the Unskilled Worker) e della sua arte hanno parlato molte riviste internazionali fra cui Artnet, The New York Times, Vanity Fair,
Vogue, Dazed, i-D e Harper’s Bazaar Art che l’ha annoverata fra le sette principali artiste contemporanee. I suoi dipinti sono stati esposti nelle più importanti
gallerie di Londra, Hong Kong, Seul, Madrid, Tokyo e Shanghai dove ha presentato una serie di ritratti realizzati per Gucci.

EN
This portfolio is dedicated to Helen Downie for a specific reason. Actually two. Because her art expresses the fantasy and surreal world that inhabits the soul
of every child (and every person who does not forget the child who once was), and because she often tells the story of a family.
A family that represents exactly what we, at Scimparello, believe in and could be the family you were born into but also the one you choose.
And, together with the family, the nature. The colorful, vital, affective nature that is mother and sister of all human beings.
We want to tell the story of the world as we like to believe it is, and Helen Downie’s works do it for us. Her canvases are like fairy tales from other times that always have a deeper meaning than what appears at first sight. Observing them means immersing yourself in your own imagination, in that most secret and fascinating part of you that only beauty can bring out. There are details in her works, that at first you don’t even notice, but if you go looking for them, make you reflect and always reveal something about yourself. Something that has mostly to do with an emotion you knew you had inside, but you didn’t know how to get out. There is something so pure and uncontaminated in her art that without you noticing, you find yourself with a smile on your face, or moved to tears. Just like when you were akid, and it was easier to get caught up in emotions. Helen Downie started painting late, almost as a joke, she thought that after a short time she would stop,
instead she was overwhelmed, like when you fall in love and you can’t think of anything else. So, at least, she reported in many interviews. And also that, due
to her shyness and the need to overcome the fear of failing, at the beginning of her career she often painted imagining that no one would ever see her work.
She finds inspiration in things she meets everywhere: in the kitchen drawers as well as in a dream. And what sustains her, when she finds herself insecure in
front of a new painting yet to begin, it is the certainty that whatever she decides to paint that day, it will be something never seen before and never exactly reproducible. Something as unique as a person’s voice or the clouds in the sky. And perhaps it is precisely this idea of life, so feminine and reassuring, that has conquered us definitively. We immediately felt it, this kind of sensitivity, in her works.

Many international magazines have spoken about HelenDownie (aka the UnskilledWorker), including Artnet, TheNew York Times, Vanity Fair, Vogue, Dazed, i-D and Harper’s Bazaar Art, that has counted her among the seven leading contemporary artists. Her paintings have been exhibited
in the most important galleries in London, Hong Kong, Seoul, Madrid, Tokyo and Shanghai, where she presented a series of
portraits made for Gucci.
@unskilledworker

Posted by Petra Barkhof