Milan Design Week 2026: gli appuntamenti kids-friendly
Da "Il Saloncino" di Primo & Young Folks a Rabbit Unbound di Queeboo fino al debutto anticipato di Nabè e altro ancora...
Architetti, designer, brand e menti curiose da tutto il mondo si ritrovano a Milano per scoprire cosa verrà dopo. Eppure, alcune delle cose più interessanti di questa edizione sono perfettamente calibrate per esseri umani più piccoli.
Ecco tre tappe in cui il design incontra l’infanzia, l’immaginazione e quella giusta dose di meraviglia.
Il Saloncino di Primo & Young Folks (21–29 Aprile)
Dimenticate le sedie in miniatura che funzionano solo in teoria. Il Saloncino è il luogo in cui il design per bambini diventa una cosa seria (ma non troppo).
Curato da Primo e Young Folks, questo progetto riunisce brand e creativi che hanno capito una cosa fondamentale: i bambini non hanno bisogno di un design semplificato, ma di un design migliore. Più intelligente, più giocoso, più intuitivo.
Dal 21 al 29 aprile, Il Saloncino si trasforma in uno spazio dedicato dove estetica e funzionalità si incontrano, e dove gli oggetti sono pensati per essere toccati, esplorati e, ogni tanto, anche fraintesi (come tutte le cose davvero interessanti).
Aspettatevi colore, sperimentazione e quella rara sensazione che qualcuno abbia davvero progettato pensando ai bambini come utenti, e non solo come un’aggiunta finale.
📍Via Podgora 16
Alcuni progetti non si limitano ad anticipare il calendario, ma ridefiniscono silenziosamente il panorama. La start-up italiana Nabè ha inaugurato il suo primo flagship store a Milano, segnando il debutto nel retail fisico con uno spazio interamente dedicato all’arredo evolutivo per bambini.
Più che un negozio, è un ambiente immersivo dove design, pedagogia e vita quotidiana si incontrano. L’idea è semplice ma radicale: una cameretta che cresce con il bambino, adattandosi nel tempo invece di essere continuamente sostituita.
Con i suoi 180 metri quadrati, lo spazio introduce un approccio diverso all’arredo per l’infanzia: un passaggio da soluzioni temporanee a oggetti pensati per evolvere, trasformarsi e restare significativi nelle diverse fasi della crescita.
Non si tratta solo di acquistare arredi. Si tratta di scegliere come i bambini crescono all’interno di uno spazio.
📍 Via San Gregorio 44, Milano
Anche ANFA arriva leggermente in anticipo rispetto al ritmo della Design Week, come quell’amico che si presenta prima di tutti e in qualche modo sa già dove succederanno le cose più interessanti.
Il progetto si muove su un terreno più sperimentale, esplorando cosa può diventare il design per bambini quando viene liberato dalle aspettative. Meno “carino”, più concettuale. Meno immediato, più aperto.
Pensate a oggetti che non si spiegano subito, spazi che invitano all’interpretazione e a quella sensazione diffusa che, forse, i bambini capiscono il design meglio di noi.
Pezzi come Candy chair, Happy lamp e Hoppy table danno il tono: giocosi, leggermente surreali e dichiaratamente audaci.
Ma torniamo al ritmo vorticoso della Milano Design Week.
Probabilmente l’avete già visto: la rabbit chair firmata da Stefano Giovannoni per Queeboo, uno di quegli oggetti che, quasi senza farsi notare, è passato dalla cameretta dei bambini allo status di icona del design.
Con Rabbit Unbound, quella silhouette familiare compie un passo in più. Stesso DNA giocoso, ma ampliato, reinterpretato e leggermente più consapevole. È ancora un coniglio. Ci si può ancora sedere sopra. Ma ora racconta anche una storia più ampia: quella di come gli oggetti evolvono, attraversano pubblici diversi e sfumano il confine tra collectible design e gioco quotidiano. In breve: è ciò che succede quando il design si rifiuta di stare al proprio posto.
📍 Queeboo Loft, Via Enrico Stendhal 35 (21–26 aprile)
A Milano, tutto scorre veloce e l’ispirazione si nasconde dietro ogni angolo, ma c’è un altro progetto per cui vale la pena rallentare.
Siamo felici di segnalare la partecipazione della designer di Beirut Davina Atallah, che presenta il progetto House Humbaba, parte della mostra Default Is Not Universal – The Same Design, Different Perceptions presso l’Isola Design District: un’esposizione che riunisce designer provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, aree le cui narrazioni culturali risultano oggi più urgenti che mai.
Nel cuore della Stazione di Milano Centrale, Città del Sole sorprende i visitatori con un’installazione in scala gigante de Il Gioco delle Favole di Enzo Mari. Dal 20 aprile al 3 maggio, le iconiche tavole a incastro, originariamente pubblicate da Corraini Edizioni, si trasformano in un playground architettonico immersivo.
Sei pannelli oversize, popolati da animali ed elementi botanici, diventano uno spazio da costruire, decostruire e reinventare all’infinito. Non proprio un libro, non proprio un gioco, ma piuttosto un dispositivo narrativo da attraversare.
E se la Design Week è il momento perfetto per riscoprire il gioco come vero e proprio linguaggio progettuale, è proprio in questo contesto che Stephan Schenk, fondatore di Stapelstein, presenta la nuova collezione Water Lily.
Ispirata ai colori di uno stagno punteggiato di ninfee, la collezione celebra la perfezione silenziosa della natura, tradotta in oggetti modulari pensati per muoversi, impilarsi ed evolvere.
Un invito aperto ai bambini (e, diciamolo, anche agli adulti) a esplorare equilibrio, creatività e movimento attraverso combinazioni infinite.
📍 Family Nation Store, Via Piero della Francesca 3, Milano
🗓 22 aprile, ore 16:30
La Design Week è spesso percepita come un territorio per adulti: meeting, installazioni, aperitivi e conversazioni molto serie sulle sedie.
Ma progetti come questi ci ricordano una cosa semplice: il design nasce dalla curiosità. E nessuno è più bravo dei bambini a essere curiosi.
di Enrico Fragale Esposito
