Il design danese cresce (anche verso il basso)
Carl Hansen & Søn e i mobili per bambini che rifiutano l’omologazione
di Enrico Fragale Esposito
C’è un momento preciso nella vita di un genitore, di solito tra il primo trenino di legno e la prima scrivania, in cui scatta una consapevolezza: i mobili per bambini non devono per forza sembrare provvisori. Sì, IKEA è comodo. Ma davvero vogliamo una cameretta in modalità “copia e incolla”?
Carl Hansen & Søn dice di no con grande ed elegantissima calma. Il brand danese, simbolo di artigianalità, proporzioni perfette e bellezza senza tempo, estende il suo linguaggio anche all’infanzia, reinterpretando icone del design e creando arredi mai scontati che accompagnano i bambini nella crescita.
Prendiamo la Wishbone Chair, per esempio. Su Scimparello ne avevamo già parlato nel 2024, appena uscita la versione per bambini. E sì, ce ne eravamo innamorati subito. Perché certi progetti non hanno età: hanno solo bisogno delle giuste proporzioni.
Poi c’è il seggiolone ND54, progettato nel 1954 da Nanna e Jørgen Ditzel, tra i primi designer a pensare seriamente ai bisogni dei bambini. Creato per le loro figlie gemelle, cresce insieme al bambino ed è dotato di cintura in pelle, schienale opzionale e tre targhette in acciaio personalizzabili. Un oggetto quotidiano che può diventare un cimelio di famiglia.
E infine lei, la più poetica di tutte: Peter’s Chair. Una sedia geniale, semplice e giocosa: un puzzle tridimensionale in faggio non trattato, assemblabile senza attrezzi, amata dai bambini e irresistibile anche per gli adulti.
Ogni pezzo Carl Hansen & Søn richiede oltre 100 passaggi artigianali. Solo la seduta della Wishbone Chair necessita di un’ora di lavoro manuale da parte di un artigiano esperto. Questo non è arredamento veloce. È design pensato per durare.
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