Maduko: il travestimento ripensato

Alla scoperta del brand danese che sta ridefinendo il concetto di costume

Child wearing a blue geometric star-shaped bonnet, raising arms playfully against a minimalist blue background
Child in a black pointed hat and yellow knit sweater eating cake at a wooden table, playful modern costume styling

di Enrico Fragale Esposito

 

Con l’arrivo della primavera, ci siamo imbattuti in MADUKO, un brand di costumi per bambini nato a Copenhagen dalla visione delle designer Anna Gammelgaard e Maja Raaschou. Ma no, non si tratta di travestirsi per un solo giorno segnato in rosso sul calendario.
Si tratta di riscrivere cosa significa davvero “travestimento”.
Perché, lontano dall’universo prevedibile dei mantelli di Halloween o dei costumi di Carnevale, MADUKO si muove in uno spazio completamente diverso: quello intermedio dove il gioco incontra l’identità e gli abiti diventano strumenti, non istruzioni.

 

Questi capi non imitano personaggi e non suggeriscono narrazioni predefinite. Al contrario, aprono possibilità.
Un cappello a punta non è necessariamente quello di un mago, una mantella a righe non appartiene per forza a un supereroe e una cuffia morbida e scultorea può essere un sole, una creatura, una corona… o qualcosa che ancora non esiste.
È un cambiamento silenzioso ma radicale: togliere al costume il ruolo da “copione” e trasformarlo in un punto di partenza.

Two children wearing graphic capes and paper crowns, playing together in bold red, blue, black and white costumes
Child wearing a red and blue striped cape and crown, spinning dramatically against a deep blue background

C’è qualcosa di profondamente nordico nel modo in cui MADUKO affronta il design: linee pulite, colori primari e forme che appaiono intenzionali, quasi architettoniche. Tutto è ridotto all’essenziale, senza mai perdere la magia.

 

E forse è proprio questo il punto: quando si elimina il superfluo, l’immaginazione trova più spazio per espandersi.

 

maduko.dk
📆 Una nuova mostra da segnare in agenda? Qui!