Anne-Charlotte Le Grand
di Enrico Fragale Esposito
E se una felpa macchiata, una salopette consumata o una giacca dimenticata non fossero la fine di una storia, ma l’inizio di una nuova avventura?
Per Anne-Charlotte Le Grand è proprio da qui che nasce la creatività. Product designer, imprenditrice e da oltre quindici anni protagonista del mondo della moda bambino, Anne-Charlotte ha dato vita a brand, collezioni e prodotti capaci di coniugare design, funzionalità ed emozione. Dopo aver fondato il marchio di occhiali per bambini Ki ET LA, oggi apre un nuovo capitolo del suo percorso professionale, immaginando una moda kids sempre più circolare, ma senza rinunciare alla meraviglia, al gioco e alla fantasia.
Nato durante il suo Executive MBA presso l’Institut Français de la Mode, RE.Twist è molto più di un semplice progetto di upcycling. È un ecosistema creativo che offre una seconda vita ai capi per bambini: gli indumenti ancora in ottime condizioni vengono scambiati tra famiglie, mentre quelli vintage o danneggiati si trasformano in pezzi unici grazie a serigrafie, toppe, interventi di styling e dettagli creativi. L’obiettivo non è semplicemente riciclare gli abiti, ma cambiare il modo in cui li guardiamo e il valore che attribuiamo loro.
Mamma di due bambini, Anne-Charlotte conosce bene la velocità con cui i guardaroba dei più piccoli si riempiono e si svuotano. Ma anziché considerare gli abiti come oggetti destinati a essere sostituiti, li vede come custodi di ricordi, possibilità e storie ancora tutte da raccontare. In questa intervista ci spiega perché, forse, sono proprio i bambini i migliori maestri di moda sostenibile e perché il capo più speciale del guardaroba potrebbe essere quello che sta già aspettando una seconda occasione nell’armadio di qualcun altro.
RE.Twist non è solo un progetto che dà una seconda vita ai vestiti, ma un nuovo modo di pensare la moda per bambini. Quando hai capito che questo settore aveva bisogno di una storia diversa?
Ho due figli di 6 e 9 anni che adoro vestire fin da quando sono nati. La mia più grande gioia è sempre stata vederli indossare capi trovati nella soffitta dei nonni, abbinati a pezzi più contemporanei con stampe vivaci o texture particolari. Mi piace anche riparare i pantaloni strappati aggiungendo delle toppe e, con il tempo, mi sono resa conto che ogni capo, anche se macchiato o leggermente danneggiato, può raccontare una nuova storia.
Da oltre 15 anni progetti brand dedicati ai bambini. Che cosa ti hanno insegnato i più piccoli che gli adulti tendono a dimenticare?
I bambini non hanno filtri: dicono esattamente quello che pensano. Se un capo o un accessorio piace loro, gli piace davvero e lo indosseranno tantissimo. Danno molta importanza alla comodità, mentre noi adulti tendiamo a concentrarci soprattutto sullo stile. Trovare il giusto equilibrio tra comfort ed estetica, capace di mettere d’accordo tutta la famiglia, è sempre stata la sfida che più mi appassiona.
Se qualcuno dovesse descrivere Anne-Charlotte con tre parole, non come designer ma come persona, quali vorresti che fossero?
Creativa, colorata, generosa e appassionata.
I bambini crescono in fretta e il loro guardaroba è tra quelli che si rinnovano più velocemente. Pensi che siamo finalmente pronti a considerare un capo “pre-loved” qualcosa di speciale e non una seconda scelta?
Oggi più del 50% del guardaroba dei bambini è composto da capi di seconda mano e lo scambio di vestiti tra parenti e amici è ormai una pratica del tutto naturale. L’idea alla base di RE.Twist è proprio quella di creare una rete tra le famiglie, facilitando donazioni e passaggi di mano, evitando che sacchi di vestiti inutilizzati restino per anni negli armadi. I capi ancora in buono stato trovano una nuova famiglia, mentre quelli più usurati vengono trasformati in pezzi unici attraverso l’upcycling.
C’è chi vede una felpa macchiata o un paio di jeans consumati. Tu invece vedi una tela bianca. Qual è la prima cosa che nota la tua immaginazione?
Come designer ho sempre trovato che i limiti fossero uno straordinario punto di partenza per creare. Quando una felpa ha una macchia o un buco, la prima cosa che faccio è osservare dove si trova e immaginare un elemento grafico che possa costruire una storia intorno a quel difetto. A volte preferisco nasconderlo, altre invece lo trasformo nel punto di partenza per un nuovo taglio o per dare vita a un capo completamente diverso. Tutto può diventare materia prima per la creatività.
Immagina un bambino davanti a due giacche: una nuova di zecca e una upcycled, ricca di dettagli e di storia. Quale sceglierà, secondo te?
Se quella giacca sarà piena di dettagli colorati capaci di stimolare la fantasia o decorata con personaggi che conosce e ama, sono convinta che sceglierà quella upcycled. Fino a una certa età, ai bambini i brand interessano davvero poco. Credo invece che ricami, serigrafie e personalizzazioni possano trasformare anche i loro personaggi preferiti in qualcosa di davvero speciale. Ma il modo migliore per conquistarli è renderli protagonisti, coinvolgendoli nella personalizzazione della propria giacca.
Quanto conta l’estetica per convincere le famiglie che la moda circolare può essere anche bella e desiderabile?
È fondamentale. Allo stesso tempo deve rimanere semplice e accessibile, così da parlare anche a chi non segue la moda. Con RE.Twist voglio dimostrare che perfino una semplice T-shirt leggermente rovinata può diventare ancora più bella grazie a un piccolo intervento creativo.
Una domanda che facciamo sempre: c’è un capo del tuo guardaroba da bambina che avresti voluto conservare? E come lo trasformeresti oggi?
Da piccola adoravo gli abiti colorati, ma anche le salopette OshKosh. Mia madre ha conservato molti dei miei vestiti, purtroppo però non le salopette. Potete immaginare la mia felicità quando ne ho trovate cinque o sei in un lotto vintage acquistato in un mercatino! Sono stati i primi capi che ho personalizzato e che poi hanno indossato i miei figli. Ho anche una vera passione per le scarpe di gomma Méduse, coloratissime: continuo a portarle ancora oggi e adoro farle indossare anche ai miei bambini.
Se la Anne-Charlotte di otto anni potesse vedere ciò che stai creando oggi, cosa direbbe?
Probabilmente mi chiederebbe di aggiungere ancora più volant e vestiti da far girare! Oggi voglio creare una moda gender neutral che possa parlare a tutti i bambini. Sono sicura che sarebbe orgogliosa di indossare una giacca o una T-shirt che nessun altro ha, un pezzo davvero unico.
Per concludere, sogniamo un po’. Tra cinque anni, cosa dovrebbe accadere per farti dire: “RE.Twist ha davvero cambiato il mondo della moda bambino”?
Se rifacessi uno studio e scoprissi che oltre l’80% del guardaroba dei bambini è composto da capi di seconda mano, per me sarebbe una missione compiuta. Credo che sia necessario cambiare il nostro modo di consumare la moda e spero di riuscirci offrendo un guardaroba funzionale, accessibile e unico, molto più desiderabile della classica T-shirt nuova uguale a quella che indossano altri cento bambini nel cortile della scuola. Riportiamo colore, personalità e vita nei vestiti dei nostri figli!
(IG Anne-Charlotte Le Grand)
La storia di RE.Twist non finisce qui. Scopri l’editoriale moda realizzato dalla fotografa Emmanuelle Lhote con i capi upcycled di Anne-Charlotte Le Grand — un racconto visivo giocoso sulle seconde possibilità, l’immaginazione e la bellezza di indossare qualcosa che ha già una storia.
